Giungi giuliva all’ipermercato per acquistare il mascarpone che l’indomani è Natale. Le scaffalature dell’ingresso,quelle che tu ami definire “le mensole pertinenti” per la loro peculiare capacità di sostenere prodotti d’indiscutibile attinenza al periodo,si esibiscono fiere in una variegata ed infinita esposizione di “Calze della Befana” di ogni tipo. Fra colorati piedoni di lana da riempire a piacimento,calzini mignon dall’anima di cioccolato,calzette vanitose del primo maquillage,calzine tenere di bambole dagli occhi dolci e calzettoni dalle mille piste,le mensole pertinenti perdono tempismo divenendo impertinenti. Fantastichi su come potrebbe essere il Natale dei tempi moderni. Epico e tragico. Si inizia ad Halloween,trucchi e parrucchi si dividono gli scaffali con zaini e quaderni,non hai bisogno di seguire il calendario delle stagioni per sapere qual è il periodo migliore per comprare l’uva,ti guidano all’acquisto maschere e ceroni. Se i tuoi figli non hanno le idee chiare sui doni di Santa Lucia entro la seconda decade di novembre,il tuo 20% sconto soci resterà un’ipotesi,che poi,l’idea di dover prendere un patentino per schivare carrelli durante la corsa isterica al giocattolo non ti alletta più di tanto. Capita poi che i tuoi figli chiariscano le idee nella decade giusta,salvo poi ricambiarle poco prima d’imbucare la mitica letterina,che peraltro ne fai sempre un falso a loro insaputa e tieni l’originale tutta per te. Intanto dietro l’angolo spuntano i primi panettoni. Con o senza canditi. Le decorazioni di Natale hanno ormai quattro decadi. Il presepe moderno sarebbe un guazzabuglio: sulla carta sfondo stellata e luminosa,la Cometa si contende il cielo con pale eoliche in lenta rotazione. Nelle casette brillano sommesse lampadine a risparmio energetico,che nel primo minuto di luce fioca occhi miei fatevi capanna! Artigiani al dettaglio: scomparsi. La spesa si fa online e le casse automatiche danno il colpo di grazia all’ultimo tentativo di comunicazione fra comuni mortali. Di pecorelle e pastori nemmeno l’ombra. Hanno asfaltato la via principale,di erba neanche un filo. Più che un fascio,uno sfalcio senza ritorno. Il pescatore non piglia pesci. Gli specchietti non stanno nelle grotte ma nelle borse delle donne. I Re Magi arrivano trafelati portando ossitocina,che nel caso Maria superi il termine s’indurrà il parto per evitare di sovrapporsi ai presaldi. Gasparre,Melchiorre e Baldassarre hanno sentito parlare della fragranza dorata di una dea che cammina sulle acque e vorrebbero rinnovare le loro essenze. La Befana valuta una rinoplastica e la sua vecchia scopa un restyling bicolore,ergonomico,con paracolpi e setole elettrostatiche,che se la cavalchi in bufera raccogli tutta la polvere del mondo in 80 secondi. Infine lui,il mitico Babbo dalla barba bianca,che scende dalla stufa a pellet lasciando doni e dolcetti,rigorosamente senza olio di palma. Avendo renne geneticamente modificate e carretto turbo,anticiperà i tempi a dismisura e potremo trovarlo in salotto a darci il benvenuto e magari,dato che nella stufa ha bruciato le tappe,ci aiuterà perfino ad addobbare l’albero………Il mascarpone decidi di non prenderlo,viste le duecentottantacinquemila persone in fila alla cassa. Per uscire velocemente passi dalla corsia dei prodotti dietetici,che fino a dopo le feste nessuno vi metterà piede. Che la coerenza è una cosa seria. Arrivi a casa,accendi il presepe e ti perdi nella calda luce di una casetta di cartone. Respiri un’aria di calma. Commercianti ed artigiani stanno ai loro banchetti. Il gregge cammina in gruppo. L’agnello sta sulle spalle. Il pescatore sul ponte. Lo specchio nelle grotte. L’asinello ed il bue allenano il fiato. Maria entrerà in travaglio a breve. Giuseppe sarà con lei. I Re Magi sono ancora lontani. Portano oro,incenso e mirra. Esistono punti fermi e ciclicità che è bene proteggere. Ora è tempo di scatoloni. Ne richiudi con cura le tue tradizioni. Per undici mesi. La radio passa ricette di frittelle. Il prossimo Dicembre a Babbo Natale chiederai una clessidra. Sai che potrà funzionare solo alla velocità appropriata,senza forzare i tempi,senza ingolfarsi,com’è giusto che sia.