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diserieZero

Sono solo una, non sono nessuno e nemmeno centomila… Mi piace considerarmi una scrittrice "di serie Zero", dove per Zero s'intenda la capacità di lasciarsi permeare a tutto tondo da ciò che arriva, senza farsi intrappolare dalle idee, che poi cambiano, senza farsi imprigionare dalle convinzioni, che poi si rovesciano, senza farsi scrivere il destino, che poi si cancella e si riscrive…

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Claudia Brugna

Di poeti e follie

Spiga diretta al cuor con ardore nel di lui sentore o forse il gusto del gran disgusto e ancor disprezzo che ti prende un pezzo e ne divien stendardo brusco colpo d’infame annientatore annientato di patimenti annegato salvezza di crosta... Continue Reading →

Di fischi e melodie

Nel triennale percorso delle medie m’accompagnò una bicicletta rossa. Rosso il telaio, rosso il cestino, vimini decorato in scarlatta sfumatura dal frizzante spruzzo di bomboletta ed in legnoso aggancio al manubrio, vivace complemento alla freddezza delle cromature. Imparai a fischiare,... Continue Reading →

Di ragni e segreti

Ho imparato la vita, da un ragno. Ho sciolto stima nella solerzia del tessitore d’eteree trame argentate, nelle geometrie, simmetriche allo spasimo ed urlanti zelo, passione. Ne ho respirato la calma, il senso primo dell’attesa ormai perduta, lontana, in eco... Continue Reading →

Di pietre e di piombo

Di pietre e piombo, vestiva i propri passi. Non una lentezza di circospezione, ma il passo greve di meningi appesantite da un lustro di umiliazioni. Lia, 300 mesi di vita e mille anni sulle spalle, osservava il mondo dal suo... Continue Reading →

Di rughe e bilanci

Quarantacinque anni or sono vagivo il mio primo “Buongiorno” al mondo. Mi tuffai a testa decisa, nel posto degli umani, che sempre umani non sono, in un lunedì autunnale, esattamente come oggi. Ora diluvia, allora non ricordo, ma so quanto la... Continue Reading →

Di spezie e rastrelli

Giunsi in quel luogo meraviglioso un pomeriggio di fine estate, di quelli in cui il calore del sole rende piacevole ogni sua carezza sul viso. Pensai che l’origine celtica del nome BRIANZA (colle, altura), non rendesse giustizia ad un paesaggio... Continue Reading →

Di cicoria e dignità

Ho visto un uomo raccoglier cicoria selvatica. Incurvato su se stesso, sguardo al terreno e schiena al sole, pettinato dal vento e cullato dal tempo dolce della vecchiaia. L’ho osservato come si guardano le sorprese, come fosse quel magico istante... Continue Reading →

Di leoni e verginità

Nell’intimo desiderio di decantarne lo sguardo, avrebbe voluto esser vergine. Una verginità primordiale di parole e percezioni, un tuffo a ritroso nell’oscuro solco spaziale dall’ardore fecondato. Condusse il pensiero al mutismo ancestrale delle incisioni rupestri e ne colse la voce... Continue Reading →

Di ali e bottoni

Sono nata con gli occhi grandi. Me li han ricamati addosso come bottoni celesti, solo che i bottoni restan fissi, mentre gli occhi volteggiano. Così, li ho spalancati e piroettati sulla vita fin da piccola e ci ho fatto giri... Continue Reading →

Di orizzonti e (fr)onde

Parlò al cielo, alle sue sfumature, ne violò il mistero, celato al mondo, caricò al tramonto bagagli di paure, pronta a cascare nel suo girotondo.   Si volse alle nubi con fare sognante, ne bevve la pioggia, sputandone sale, di... Continue Reading →

Di palpebre e squame

Ho tappato il naso con le dita e mi sono accucciata nel mare. Non mi è mai riuscito d’immergermi senza premermi le narici. Solitamente, faccio parte della schiera di persone che si tuffano nella maniera più ridicola, da seduti, se... Continue Reading →

Di balene e cristalli

Scese dalle riflessioni comuni, il pensatore. Posò i piedi sul nero marmo mentale e vi si accovacciò. Capo fra le mani, dubbi fra le dita. Si vestì di coraggio e si viaggiò dentro. Il viaggio più difficile. Brindisi al cianuro... Continue Reading →

Di frecce e cortecce

Scende dal palco, la ballerina. Punte di piedi parallele ai talloni, fa di ballo camminata. Danza il suo dramma a capo chino, piroetta l’ego in giravolte da capogiro. Molla i guantoni, il pugile. Messo all’angolo dal silenzio, strattonato dall’assenza e... Continue Reading →

Di sciarpe e progresso

Venne il progresso. E con lui cambiammo il passo. Non le scarpe. La camminata solamente. Digitalizzandola. Ed illudendoci di essere più forti. Più protetti. Perché schermati. Pieni di filtri, quindi, mentali ed emotivi in primis. Indi, non più liberi. La... Continue Reading →

Di scarpe e colori

SCARPEDIVENTO nacque veloce. Si gettò fra placenta ed aria in tre giri di quadrante, preciso come uno svizzero e bello fin dal primo battito di ciglia. Di precisione e velocità fece carattere. Di bellezza non fece vanto. Si rese timido... Continue Reading →

Di occhi e parole

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Di piezz ‘e core

OCCHIDIMARE amava correre. Nacque con la corsa nei piedi, quel “citto” frettoloso, che la vita gli stava stretta, bramava di viversela tutta d’un fiato. Di conti senza l’oste ne fece da che lasciò il seno materno. Non gattonò neppure, quel... Continue Reading →

Di anelli e foulards

Le confidò d’esser felice... E lei, che si riteneva felice allo stremo, fu dunque spaesata...  Aprì le porte ad una felicità nuova, condivisa, faccia di una stessa medaglia forse... Una felicità improvvisa che ora, chiamar così, le sembrava quasi d’insultarla,... Continue Reading →

Di amori e vocaboli

Ci si poteva amare anche fra punto e virgola. Quella breve pausa, non troppo breve, non troppo lunga, nella quale attendere ed attendersi. Quel darsi pian piano, a fil di vocaboli e a suon di poesie. Troppo precipitoso, amarsi sulla... Continue Reading →

Di porte e sorprese

Ballerina di strada e cantante da salotto.  Lei. Di quelle che invece d’infilar coralli tessevano vocaboli. E ci ricamava sopra fantasie d’ogni genere, colpevoli soltanto d’esserle apparse in sogno. Che le storie si dovevano scriver subito. Per non perderle. Anche... Continue Reading →

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